La Lookalike Audience (pubblico simile) è uno degli strumenti più utili per fare prospecting quando vuoi trovare persone nuove senza sparare nel mucchio. L’idea è: ho un gruppo di utenti che per me vale oro (clienti, lead buoni, convertitori). Posso chiedere alla piattaforma di trovarmi altre persone simili? La lookalike nasce esattamente da qui.
Indice dell'articolo:
Da dove partire per creare un pubblico lookalike?
Il cuore della lookalike è la seed audience, cioè il pubblico sorgente. Può essere una lista clienti, un insieme di convertitori, visitatori di pagine specifiche, utenti che hanno completato un’azione di valore. La piattaforma analizza quel gruppo e cerca nel proprio ecosistema persone che assomigliano, in termini di segnali comportamentali e caratteristiche (semplificando molto). Quindi tu non stai dicendo “targetizza interessi X e Y”: stai dicendo “targetizza persone che somigliano a chi già funziona”.
La regola d’oro è brutale: seed buona = lookalike buona. Seed debole = lookalike mediocre. Se costruisci una lookalike basata su “tutti i visitatori del sito”, dentro ci sarà di tutto: curiosi, bounce, gente fuori target. Se invece la seed è “chi ha acquistato due volte” o “lead qualificati”, allora la piattaforma ha un segnale molto più pulito e utile.
Quanto estendere un pubblico lookalike
Un altro concetto importante è il bilanciamento tra somiglianza e scala. In molte piattaforme puoi scegliere dimensioni diverse: più stringi, più il pubblico è simile ma piccolo; più allarghi, più hai scala ma perdi precisione. Non esiste una scelta giusta in assoluto: dipende dal budget, dal mercato e da quanto vuoi spingere la crescita.
Nel 2025, poi, la lookalike vive spesso insieme a un’altra tendenza: l’automazione. Molte piattaforme spingono audience “broad” e sistemi che espandono automaticamente. Quindi oggi una cosa intelligente è testare: lookalike basata su seed forte vs audience ampia/automatica. A volte vince la lookalike, a volte vince il broad, spesso vincono entrambi ma in fasi diverse del funnel.
Come valutare un pubblico lookalike
Come la valuti? Non fermarti a CPM o CTR. Guarda il costo per risultato (CPA), la qualità del lead, il valore medio ordine, e soprattutto la sostenibilità nel tempo. Una lookalike può partire fortissima e poi saturare, soprattutto se il mercato è piccolo. Qui tornano utili reach e frequency per capire se stai consumando troppo in fretta l’audience.
Gli errori più comuni sono sempre gli stessi: seed sbagliata, seed troppo piccola, aspettative “miracolose” senza test, e soprattutto mancanza di collegamento con la qualità a valle. Perché anche qui vale la regola generale del digital: ottimizzare per numeri facili genera risultati facili.
In sintesi: la lookalike è uno strumento potentissimo per scalare partendo da ciò che già funziona. Ma funziona davvero quando la seed è di qualità e quando la misuri con KPI che contano.
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