Mi chiamo Luca, sono nato a Firenze nel 1985 e oggi vivo in provincia di Arezzo: se dovessi riassumermi in una frase direi che sono un nerd del digitale con lo zaino sempre mezzo pronto e la testa sempre piena di idee.
Indice dell'articolo:
- Dall’ERP al digital: una traiettoria meno lineare di quanto sembri
- ERP Specialist in Dot Solution
- Social & Community Manager in Dotmedia
- Digital Marketing Specialist in Aboca
- La passione che non si spegne fuori dall’ufficio
- Camper, borghi e lentezza intelligente
- Identità professionale e personale: due binari che si parlano
- Cosa mi piace davvero del digitale
Lavoro nel digital marketing da tanti anni. Ho vissuto in prima persona l’avvento e la scomparsa di Google Plus e di Foursquare, e c’ero già ai tempi di MySpace…
Una passione partita da lontano che non finisce quando chiudo il laptop: continua fuori dall’orario d’ufficio, nei miei progetti personali, nei viaggi in camper, nelle chiacchiere con chiunque abbia voglia di parlare di strategie, contenuti, numeri e – perché no – di borghi con panorami che ti fanno venire voglia di rallentare.
La mia vita è un mix abbastanza equilibrato di mondo digitale e vita vera, quella fatta di famiglia, strade secondarie, piazze medievali, soste improvvisate e due gatti che probabilmente mi giudicano ogni giorno con la tipica severità felina. Erano diventati 3, poi uno purtroppo ci ha lasciato troppo presto.
Ho un figlio che è il mio promemoria quotidiano di cosa conta davvero di quanto sia difficile mantenere la calma e di quanto sia importante saper cambiare prospettiva.
Il che, tra l’altro, è una skill incredibilmente utile anche nel mio lavoro: perché nel digital marketing puoi avere tutti i dati del mondo, ma se non sai guardare le cose da un’angolazione diversa rischi di ottimizzare perfettamente la direzione sbagliata.
Dall’ERP al digital: una traiettoria meno lineare di quanto sembri
La mia storia professionale non è partita con “voglio fare marketing”. È partita con qualcosa di più tecnico e concreto, più che altro dovuto al percorso scolastico, che però mi ha dato basi solidissime.
ERP Specialist in Dot Solution
dal 2006 al 2011 sono stato ERP specialist presso Dot Solution, una piccola azienda con sede a Scandicci (FI).
In quel periodo mi occupavo della fase di startup delle aziende e della formazione sugli applicativi ESA Software (all’epoca Gruppo 24 ore): contabilità, magazzino, processi, flussi operativi. Non è il tipo di esperienza che fa brillare gli occhi su Instagram, ma è una di quelle che ti dà una super capacità: capire come funziona davvero un’azienda dall’interno.
Quando oggi parlo di funnel, di customer journey o di integrazione tra piattaforme, mi porto dietro quella mentalità orientata ai processi. È come avere un “radar di coerenza”: se una strategia digitale non sta in piedi nella realtà operativa, prima o poi crolla. E io ho imparato abbastanza presto a riconoscere i castelli di sabbia.
In questo periodo ho iniziato ad approfondire la mia passione per la comunicazione online, tra blog e l’esplosione del mondo social, in particolare Twitter.
Social & Community Manager in Dotmedia
Poi nel 2012 è arrivata una svolta interessante: sono stato Social Media & Community Specialist in Dot Media. Qui il focus era completamente diverso: gestione dei social di enti istituzionali ed eventi, community, contenuti, ritmo quotidiano, sensibilità comunicativa.
È stato un anno breve ma densissimo, uno di quelli che ti costringono a crescere più in fretta del previsto.
In particolare ho fatto parte del team di comunicazione online di Matteo Renzi durante le primarie del Partito Democratico del 2012. È stata un’esperienza molto particolare, anche per un dettaglio che oggi mi fa sorridere: lui girava l’Italia in camper per farsi conoscere.
Per me, che anni dopo avrei fatto del camper una parte fondamentale della mia vita personale e di storytelling, è una di quelle coincidenze narrative che sembrano scritte da un autore troppo entusiasta. E invece no: era la vita che preparava un easter egg.
Digital Marketing Specialist in Aboca
L’ingresso in Aboca e la crescita nel digitale “vero”.
Dal 2013 in poi sono entrato nel team digital di Aboca, che inizialmente era composto da 3 persone, e negli anni sono diventato responsabile della comunicazione online, crescendo di pari passo con l’ufficio, arrivato a circa 22 persone. Una piccola agenzia.
Qui la mia traiettoria ha preso una direzione più strutturata, fatta di strategia, governance, coordinamento e tanta, tantissima evoluzione continua.
Mi occupo e ho gestito progetti legati a:
- digital advertising
- social media marketing
- influencer marketing
- SEO
Nel corso del tempo ho lavorato sul sito corporate, sullo sviluppo della strategia dei minisiti prodotto, su newsletter ed email marketing, su reportistica e dashboard in Looker Studio.
Se dovessi descrivere questa fase con un’immagine, direi che è come guidare in montagna con un meteo che cambia ogni quarto d’ora: devi conoscere la strada, avere un piano, ma anche essere pronto ad adattarti velocemente. Tutto è approvato fino a prova contraria.
Il digital, specialmente in contesti regolati e complessi, ti obbliga a essere rigoroso senza diventare rigido. Devi tenere insieme creatività e compliance, performance e reputazione, velocità e controllo qualità. E questa tensione, se la gestisci bene, diventa un motore potentissimo.
Una cosa che amo del mio lavoro è la natura ibrida del ruolo: da un lato il pensiero strategico, dall’altro la sporca felicità di metter mano alle cose, sporcarsi di piattaforme, testare, misurare, iterare.
Non sono mai stato un fan dell’approccio “io faccio solo la visione e poi qualcun altro esegue”. Mi piace capire cosa succede davvero sotto il cofano, confrontandomi apertamente con gli specialist di agenzia.
La passione che non si spegne fuori dall’ufficio
E qui arriviamo al punto che, per me, fa davvero la differenza: il digital marketing è una passione che mi porto dietro anche fuori dal lavoro. Non nel senso tossico del “non stacco mai”, ma nel senso bello del “mi diverte davvero”.
Studio, leggo, osservo trend, mi faccio domande, provo a costruire un mio punto di vista. Perché il problema del marketing digitale non è imparare un tool. I tool cambiano, si aggiornano, si trasformano. La vera abilità è capire le persone, i contesti, gli obiettivi reali dietro ai numeri. E riuscire a comunicare in modo umano anche quando stai guardando un report pieno di percentuali.
Il mio lato più “artigiano” del digitale si sposa bene con la creazione di contenuti: mi piace unire metodo e narrazione. Un contenuto bello ma inutile è una cartolina. Un contenuto utile ma brutto è un manuale d’istruzioni dimenticato in un cassetto. Il punto interessante è stare nel mezzo: fare cose che funzionano e che hanno anche un’anima.
Camper, borghi e lentezza intelligente
Fuori dal lavoro, la mia bussola è abbastanza chiara: viaggio in camper con la mia compagna e mio figlio, inseguendo i borghi italiani e quel tipo di bellezza che non ti urla addosso, ma ti conquista piano.
In un mondo che corre e che ti spinge a fare sempre “il prossimo contenuto”, il camper è la mia scuola di lentezza. Ti costringe a semplificare, a scegliere, a rispettare i tempi reali delle cose. Non puoi fare tutto. Non devi fare tutto. E quando lo capisci, respiri meglio.
Da questa passione sono nati due progetti a cui tengo tantissimo:
- Giratine.it
- Borghi.Toscana.it
Sono spazi dove raccontiamo gite fuori porta, itinerari, posti poco scontati, esperienze vere. Non è solo “travel content”: è un modo di costruire memoria, di valorizzare territori, di far venire voglia alle persone di scoprire l’Italia con attenzione e curiosità.
Dal 2021 siamo ambassador dei Borghi più belli d’Italia, un riconoscimento che per noi ha un valore enorme perché parla di identità, di comunità, di cura del patrimonio.
È un pezzo di Italia che spesso non finisce nelle rotte principali, ma che merita tutto lo spazio possibile.
E poi c’è stata un’esperienza bellissima e un po’ surreale: nell’estate 2025 abbiamo partecipato a “Camper in viaggio”, trasmissione RAI in onda tutti i giorni all’ora di pranzo.
Vedere quella passione così personale trasformarsi anche in un racconto televisivo è stato uno di quei momenti in cui ti fermi e pensi: ok, allora questa cosa che stiamo costruendo ha una direzione chiara.
Identità professionale e personale: due binari che si parlano
Una cosa che negli anni ho capito bene è che lavoro e passioni non devono per forza mischiarsi in modo confuso, ma possono dialogare in modo intelligente. Nel mio caso, il digital marketing mi ha dato strumenti per raccontare meglio i viaggi e i borghi.
E i viaggi mi hanno insegnato a comunicare in modo più umano e meno “da slide”. Quando vivi i territori, quando parli con le persone, quando ti perdi in un vicolo e scopri una bottega che sembra rimasta ferma nel tempo, impari una lezione fondamentale anche per il marketing: la fiducia si costruisce con la cura dei dettagli, non con le scorciatoie.
Cosa mi piace davvero del digitale
Per me il marketing ha senso quando crea valore reale, quando aiuta le persone a capire, scegliere, scoprire. Vale per un prodotto, vale per un servizio, vale anche per un borgo sconosciuto che magari, grazie a un contenuto fatto bene, riceve nuove visite e nuova attenzione.
Non ho una visione da “roadmap a 10 anni” scolpita nella pietra. Preferisco una direzione più flessibile ma chiara: continuare a crescere nel mio lavoro, coltivare competenze sempre più trasversali e, allo stesso tempo, far evolvere i progetti legati ai viaggi e ai borghi.
Mi piace l’idea di essere un ponte tra mondi: tra azienda e contenuto, tra numeri e narrazione, tra innovazione digitale e bellezza lenta dei territori. E probabilmente questa è la sintesi più vera di chi sono oggi.
Sono un professionista del digitale con un’anima da viaggiatore lento. Uno che si entusiasma per una campagna ben costruita ma anche per una piazza silenziosa alle 7 del mattino. Anche prima, a volte.
Uno che ha iniziato tra software gestionali e processi aziendali, ha attraversato il mondo social in anni intensi e poi ha costruito una lunga traiettoria nel digital marketing strutturato. E che, nel frattempo, ha scelto di raccontare l’Italia più bella e meno urlata con un camper, una famiglia e tanta voglia di scoperta.
Se sei arrivato fin qui, probabilmente abbiamo almeno una cosa in comune: la curiosità. Ed è un ottimo punto di partenza per qualsiasi viaggio, online o su strada.
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