OTC è l’acronimo di Over The Counter e in Italia lo usiamo per indicare i farmaci da banco, quelli che rientrano tra i medicinali non soggetti a prescrizione medica e che, di norma, sono pensati per disturbi comuni e di lieve entità (la classica “automedicazione”).
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Sul sito AIFA, nella parte dedicata al regime di fornitura, gli OTC vengono descritti proprio come “Da banco” e, soprattutto, viene esplicitato un punto chiave: sono medicinali non soggetti a prescrizione che possono essere oggetto di pubblicità presso il pubblico. Naturalmente anche a livello digitale.
Ed è qui che iniziano le cose interessanti per chi fa digital marketing: pubblicità presso il pubblico non vuol dire liberi tutti. Vuol dire che puoi comunicare, sì, ma dentro un perimetro regolato.
OTC e pubblicità: si può fare, ma con un binario preciso
In Italia esiste un iter ministeriale specifico per la pubblicità sanitaria dei medicinali di automedicazione (OTC) e dei medicinali senza obbligo di prescrizione (SOP): il Ministero della Salute ha proprio un servizio online dedicato all’autorizzazione (in questa pagina trovi tutte le info: Autorizzazione ad effettuare la pubblicità sanitaria per medicinali di automedicazione (OTC) e medicinali senza obbligo di prescrizioni (SOP)).
In più, nel 2023 il Ministero ha pubblicato nuove linee guida sulla pubblicità sanitaria di OTC e SOP, con chiarimenti sulle modalità consentite e un focus anche sui “nuovi canali” (quindi: digitale incluso).
Tradotto in modo umano: gli OTC sono pubblicizzabili, ma non sono un prodotto consumer qualsiasi. La creatività, il copy, le landing e perfino il tono con cui prometti un beneficio vanno maneggiati con cura.
Impatto pratico sul digital marketing (il punto che interessa davvero)
Quando lavori su OTC, di solito ti trovi a gestire tre forze contemporaneamente:
- Normativa nazionale (e relative autorizzazioni)
- Policy delle piattaforme (Google, Meta, ecc.)
- Aspettative del pubblico
Sul fronte piattaforme, Google ha una sezione dedicata alle norme “Sanità e farmaci”, dove chiarisce che alcuni contenuti sanitari non possono essere pubblicizzati e altri possono esserlo solo se l’inserzionista è certificato e opera nelle località consentite.
Meta, dal canto suo, tratta i “prodotti farmaceutici” come categoria sensibile: gli annunci che promuovono farmaci (inclusi gli OTC) devono rispettare requisiti specifici.
Quindi la vera skill non è “fare ads”, ma costruire un sistema: claim coerenti, materiali approvati, pagine di destinazione pulite, tracking che non scivoli in zone grigie, e un processo di revisione che ti eviti respinte e stop improvvisi.
Impatto sul digital marketing
Gli OTC ti obbligano a fare marketing “adulto”: più governance e meno improvvisazione. E paradossalmente è un vantaggio competitivo: chi riesce a essere chiaro, credibile e conforme spesso vince su chi urla di più.
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